Passato Prossimo o Imperfetto? This is a common question asked by people who are studying Italian. In the following text, I tried to explain, with several examples, when you have to use the one or the other Italian tense. And hopefully, you will find this text easy to understand and useful!

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Quanti passati ci sono in italiano? Si usano tutti? Quali sono quelli usati più di frequente e quali invece è possibile tralasciare o studiare in un secondo tempo?

Sono sicura che molti di voi conoscono già le risposte. In italiano ci sono tanti, tantissimi tempi verbali, molti dei quali al passato. Per poter comunicare non è necessario conoscerli tutti, anche se è indubbio che la loro conoscenza vi darà maggiore sicurezza nel momento in cui dovete esprimervi.

Passato prossimo o Imperfetto?

Il passato prossimo e l’imperfetto sono due tempi dell’indicativo che vi consiglio fortemente di imparare bene, in quanto sono i passati più utilizzati in italiano. Spesso però essi possono generare confusione.

È difficile confonderli dal punto di vista formale, in quanto sono completamente diversi. Il primo è un tempo composto (formato cioè da due verbi), l’altro non lo è, ed anche la loro coniugazione è completamente diversa.

E allora a che cosa è dovuta questa confusione? La difficoltà maggiore per i miei studenti è il capire quando è bene utilizzare il passato prossimo e quando invece l’imperfetto, poiché essi non sono interscambiabili.

Nelle prossime righe proverò proprio a darvi queste spiegazioni nel modo più semplice possibile.

Passato prossimo

Partiamo subito con il passato prossimo. Questo è forse il passato più comune in italiano, e potete ricorrere ad esso per un’infinità di situazioni: per parlare della vostra ultima vacanza, descrivere quello che vi è successo durante la giornata, riferire a qualcuno ciò che vi hanno detto…

Andando un po’ più nello specifico il passato prossimo si usa per:

  • Azioni di breve durata.  Oggi abbiamo preso un caffè insieme. Ho appena mangiato un panino.
  • Azioni non abituali. Stranamente oggi sono uscita prima dal lavoro. Ho incontrato Paolo dopo tanto tempo.
  • Azioni che avvengono una sola volta oppure che avvengono per la prima volta. In viaggio di nozze sono andata in Polinesia. Nel 2015 mi sono recata a Milano per l’Expo.

Imperfetto

Parliamo ora dell’imperfetto. Questo tempo verbale è un po’ meno frequente del passato prossimo, ma non per questo può essere ignorato. Inoltre vi consiglio di impararlo anche perché è usato in casi diversi rispetto al passato prossimo, in particolare nei seguenti casi:

  • Descrizioni
  • Azioni che avvengono contemporaneamente
  • Azioni interrotte da altre
  • Azioni abituali del passato

Proviamo ad analizzare questi casi uno alla volta.

  • Descrizioni

Leggete i seguenti versi:

“Era una casa molto carina
Senza soffitto, senza cucina
Non si poteva entrarci dentro
Perché non c’era il pavimento…”

Questo testo di Sergio Endrigo è un esempio perfetto di descrizione. In esso si parla infatti di una casa, e la si descrive usando i verbi all’imperfetto.

  • Azioni che avvengono contemporaneamente

La parola contemporaneamente significa parallelamente, nello stesso momento; è chiaro che anche in questo caso ci si riferisce ad azioni  del passato.

– Alla festa di Mario io cantavo e tu suonavi.

– Al concerto il gruppo rock si esibiva e il pubblico li osannava.

  • Azioni del passato interrotte da altre

in questo caso non è raro trovare nelle frasi le parole mentre e quando, come in questi esempi:

– Mentre uscivo dall’ufficio ho sentito qualcuno che mi chiamava.

– Dormivo profondamente quando è squillato il telefono.

  • Azioni abituali del passato

Anche le azioni che svolgevamo regolarmente nel passato, e che ora per un motivo o per un altro non avvengono più, devono essere espresse con l’imperfetto.

– Da bambina giocavo con le bambole. (Questa azione accadeva regolarmente ma ora che sono cresciuta trascorro il mio tempo libero diversamente).

– Da piccola cucinavo sempre con mia nonna. (Anche in questo caso questa azione avveniva sempre nel passato, ma ora sono cambiate le condizioni: forse mi sono trasferita, forse non ho più tempo libero a disposizione, forse mia nonna non c’è più…)

 Ma  attenzione! Cosa succede se vogliamo descrivere un’azione che non avveniva nel passato con regolarità? Semplice, usiamo il passato prossimo:

  • Da bambina trascorrevo le mie vacanze al mare, ma un anno sono andata in montagna!

Conclusione

Spero che questo lungo articolo vi aiuti a fare chiarezza e vi consenta di scegliere il passato più consono nel momento in cui dovete esprimervi.

Come già detto in precedenza e come avete potuto notare da tutti questi esempi, il passato prossimo e l’imperfetto non sono interscambiabili: l’uno non è uguale all’altro, e i contesti e le situazioni nelle quali si usano sono diversi.

Ma non preoccupatevi, sono sicura che con un po’ di esercizio la scelta del tempo verbale corretto diventerà più automatica e naturale.

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