In today’s article called 3 consigli pratici per migliorare il tuo italiano, I want to share with you some little tips that will help you to sound more natural when you speak Italian.
These tips came from my classes with my students, they are general advice, but this is the reason why I think everyone can benefit from them!
If you are curious and you want to know more about it, keep reading!

Non vedi l’ora di migliorare il tuo italiano? Non vedi l’ora di esprimerti come un madrelingua? Allora questo articolo fa proprio al caso tuo!

Nelle seguenti righe infatti parlerò di tre piccoli accorgimenti che se applicati ti faranno sentire più a tuo agio con l’italiano e ti consentiranno di acquisire maggiore scioltezza.

Se mi seguite già da un po’ sapete già che i miei articoli e di conseguenza i suggerimenti che troverete al loro interno, sono tratti dall’osservazione dei miei studenti durante le nostre lezioni. Quelli che troverete sono dei consigli molto generali, e penso che ognuno di voi possa beneficiarne.

E allora senza indugiare oltre esaminiamo insieme questi 3 punti:

1. La D eufonica

Tutti sanno, anche i principianti, che all’italiano le ripetizioni non piacciono, e piace ancora meno la presenza delle stesse vocali vicine.

Per evitare la ripetizione dello stesso suono, per rendere più gradevole la frase, ma anche per rendere più agevole la pronuncia di determinate parole, noi italiani aggiungiamo automaticamente quella che viene definita D eufonica, in particolare davanti alle vocali A,  E ed O.

Consideriamo le seguenti frasi:

  • Vado a Ancona.
  • Mangio e esco.

Beh, la prima cosa che si nota è la ripetizione delle lettere A ed E, cosa che, come abbiamo già detto, non risulta essere particolarmente gradita alla lingua italiana. La seconda cosa evidente è un’interruzione del flusso del discorso, una pausa nel bel mezzo delle frasi, che sarebbe meglio non ci fosse.

E allora, come ovviare a questi piccoli seppur esistenti problemi, e dare maggior fluidità al nostro discorso? Semplice, aggiungiamo la D eufonica come nei seguenti casi!

  • Vado ad Ancona
  • Mangio ed esco

Molto meglio! Non trovate?

2. Attenzione all’apostrofo

L’apostrofo è un segno grafico usato per evitare la presenza di due vocali vicine, una delle quali, quella dell’articolo, è considerata di troppo.

L’errore che molti studenti compiono è quello di considerare l’apostrofo come un elemento che separa, che divide due parole, come nei seguenti esempi:

  • Vado all’ – università.
  • Quell’ – amica ha una casa in montagna.
  • Il vino dell’ – annata 2006 è ottimo.

Ricordate, come dico sempre ai miei studenti, l’apostrofo è un segno posto tra due parole diverse, ma in realtà esso non separa ma unisce. Quindi, quando leggiamo o pronunciamo frasi che lo contengono è meglio legare tutto, dicendo ad esempio:

  • Vado all’università.
  • Quell’amica ha una casa in montagna.
  • Il vino dell’annata 2006 è ottimo.

Come potete sentire queste frasi risultano molto più naturali e melodiose.

3. La Pronuncia della N

Prima di parlare della N vorrei aprire una parentesi per spendere qualche parola su due termini: No e Non.

  • No significa No
  • Non significa Not

Va da sé che queste due parole non sono la stessa cosa e non hanno lo stesso significato. Molti dei miei studenti tendono a non pronunciare l’ultima N, provocando non poca confusione negli ascoltatori. Facciamo alcuni esempi:

  • No sono italiano.
  • No ho fatto i compiti.

Queste due semplici frasi possono diventare un grattacapo per gli stessi italiani. Io stessa potrei chiedermi: “In queste frasi colui o colei che parla sta negando o sta affermando qualcosa?”

  • No, sono italiano, è diverso da Non sono Italiano. Così come dire:
  • No, ho fatto i compiti, è diverso da Non ho fatto i compiti.

Ricordate dunque di pronunciare sempre tutte le lettere delle parole, anche la lettera N della parola Non quando volete creare la forma negativa di una frase.

Essa infatti è fondamentale per far comprendere a tutti quello che intendiamo, ma serve anche per rendere più scorrevole e melodioso il nostro discorso, soprattutto se il non si lega al verbo successivo.

Conclusione

Spero che questo articolo abbiate trovato dei consigli utili per migliorare il vostro italiano e renderlo sempre più naturale, come quello dei madrelingua.

Questi sono dei suggerimenti semplici, persino banali, ma proprio per questo fondamentali. Essi possono considerati infatti una base di partenza sulla quale sviluppare il vostro italiano.

ila firma

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Fare al caso tuo: be for you
Tratto dall’osservazione di: derived from observations
Agevole: easy
Non risulta essere particolarmente gradito: it doesn’t appear to be pleasant
Ovviare: to remedy
Di troppo: intruding
Va da sé: it’s obvious
Colui o colei: the person who