Would you like to talk like a native speaker? Use Italian structures!
In today’s article called “Parla come gli italiani: Usa strutture italiane (prima parte)”, I will explain to you how to use Italian structures and I will let you know the most common mistakes made by my students.

Quando si impara una nuova lingua ci si trova di fronte ad un mondo nuovo. I suoni sono diversi, il ritmo è diverso e non ultima la struttura è diversa.

Una delle prima cose che tutti coloro che studiano una lingua straniera dovrebbero imparare è proprio questa: anche se vi sembrerà strano all’inizio dovete assolutamente evitare le traduzioni letterali e l’uso di strutture identiche a quelle della vostra lingua per non ritrovarvi con frasi strane e decisamente poco naturali.

Capisco molto bene questa difficoltà, e spesso mi è capitato di impelagarmi in traduzioni corrette per me ma del tutto prive di senso per i madrelingua, perché cercavo di attenermi troppo alla struttura italiana.

Dunque, per darvi tutto ciò che vi serve, per far fare un salto di qualità al vostro italiano, ho raccolto gli errori più frequenti dei miei studenti proprio riguardo alla struttura delle frasi.

Prima di procedere però, voglio ricordarvi che ho già parlato della struttura delle frasi e di quanto possa nuocere una traduzione troppo letterale in un mio articolo precedente chiamato Traduzione letterale? No grazie.

Dato il numero abbastanza elevato di strutture che voi sottoporre alla vostra attenzione, ho ritenuto opportuno dividere questo articolo in due parti, e chissà che non diventino 3 col tempo!

Nella prima parte troverete errori facilmente correggibili, commessi prevalentemente da principianti. Nella seconda trovate invece gli errori che si commettono quando si usano strutture un po’ più complesse e tipiche italiane.

Bene, dopo  questa lunga introduzione non ci resta che entrare nel vivo di questo articolo e partire alla grande con le strutture italiane.

1. “Io” viene sempre prima

Spesso quando ascolto i miei studenti, li ascolto dire frasi del genere:

  • Mia sorella e io…
  • I miei amici e io…
  • Mio marito e io…

Questa struttura nella quale il soggetto io è posto dopo in italiano è abbastanza strana. Per non sbagliare e far ricordare ai miei studenti la forma corretta dico sempre loro che noi italiani siamo tendenzialmente egoisti e per questo mettiamo “noi stessi” prima di tutto e tutti. Per qualcuno questa potrebbe sembrare un’affermazione un po’ estrema, ma vi assicuro che funziona!

Dire quindi:

  • Io e mia sorella…
  • Io e i miei amici…
  • Io e mio marito…

sono in italiano forme senza dubbio migliori delle precedenti.

2. “Io con” e “io e” + verbo

Ecco delle parole che spesso vengono associate tra loro: “io con” e “io e”. Va benissimo usare queste parole insieme, ma prestate attenzione al verbo che li segue:

  • Io con + verbo singolare
  • Io e + verbo plurale

Perché voglio sottolineare quella che per alcuni è un’ovvietà? Perché ho notato che questa struttura è tutt’altro che scontata e di sovente i miei studenti commettono errori.

Quindi, fate sempre attenzione al soggetto. Nel primo caso il soggetto è uno solo: io. Per questo dobbiamo usare il verbo singolare.

  • Io vado in vacanza con la mia famiglia.

Nel secondo caso il soggetto non è uno solo (ce ne sono due in effetti), per questo il verbo deve essere plurale.

  • Io e la mia famiglia andiamo in vacanza.

3. Verbi modali, piacere e preferire

Quando usiamo i verbi modali, piacere e preferire dobbiamo sempre rispettare due regole ben precise. Ma prima di svelarvele voglio elencare velocemente quali sono i verbi modali, così da togliervi ogni dubbio. Essi sono i famosi: dovere, potere e volere.

Tornando alle regole di cui vi ho accennato ricordate che:

a) I verbi modali, piacere e preferire sono seguiti dall’infinito, come nei seguenti casi:

  • Voglio mangiare
  • Devo studiare
  • Posso uscire
  • Mi piace correre
  • Preferisco riposare

Se fate seguire questi verbi da un altro non all’infinito il risultato sarà davvero bizzarro.

b) La seconda regola è una conseguenza di quanto affermato in precedenza. I verbi modali, piacere e preferire non vogliono essere mai seguiti dalla preposizione.

In particolare un errore molto frequente è quello di inserire la preposizione di subito dopo questi verbi, ad esempio:

  • Mi piace di uscire la sera.
  • Preferisco di bere poco.
  • Voglio di migliorare l’italiano.

Non so cosa pensate voi, ma per me queste frasi sono facilmente comprensibili pur non essendo del tutto corrette. Esse hanno infatti qualcosa di strano, che le fa risultare poco piacevoli, e la causa di ciò è proprio la presenza dell’intruso di.

4. I paragoni

Quando dobbiamo paragonare due persone e nello specifico dobbiamo fare un comparativo di uguaglianza, bisogna usare sempre te e me mai tu e io.

  • Io sono alto quanto te (e non quanto tu).
  • Io parlo come te (e non come tu).
  • Tu sei impegnato quanto me (e non quanto io).
  • Tu la pensi come me (e non come io).

5. Attenzione ai numeri

I numeri italiani possono essere considerati da molti una banalità, ma in realtà sono pieni di insidie. Per questo motivo credo proprio che presto scriverò un articolo dedicato a questo argomento. Per il momento voglio solo evidenziare un errore che mi è capitato frequentemente di riscontrare.

Quando dovete indicare il numero di qualcosa, ad esempio il numero di amici, di studenti, di follower, di libri, di paesi visitati ricordate che per le unità, le decine, le centinaia e le migliaia non si deve usare la preposizione di, come nei seguenti casi:

  • 1 amico
  • 10 amici
  • 100 amici
  • 1000 amici

Quando parliamo invece di milioni è necessario aggiungere la preposizione di:

  • 1 milione di amici

6. Attenzione alla provenienza

Con mia grande sorpresa ho dovuto riscontrare un errore commesso non solo dai principianti ma anche dagli studenti con un livello avanzato, e già capaci di parlare l’italiano incredibilmente bene. L’errore in questione riguarda la provenienza.

Quando dovete affrontare questo argomento, ricordate di non dire:

  • Lui è da Francia.
  • I miei amici sono da Svizzera.

Queste frasi non sono affatto corrette in italiano e sono assolutamente da evitare. Dovete associare il verbo giusto alla preposizione giusta:

  • Essere di = Io sono della Francia / I miei amici sono della svizzera
  • Venire da = Loro vengono dalla Francia / I miei amici vengono dalla svizzera

Nel caso in cui non riusciste ad associare il verbo giusto alla preposizione giusta potete sempre scegliere una via un po’ più semplice ma ugualmente corretta:

Essere + aggettivo:

  • Io sono francese.
  • I miei amici sono svizzeri.

Conclusione

In questo articolo ho raccolto alcuni degli errori di struttura più diffusi con i relativi consigli da seguire per evitare di reiterarli.

La maggior parte di  sono degli errori abbastanza banali e proprio per questo sono sicura che riuscirete a risolverli  facilmente, soprattutto se prestate attenzione a quando scrivete e se rallentate un po’ quando parlate.

Come ho già detto le strutture sono proprie di ogni lingua e per questo non c’è un modo istantaneo per poterle assimilare. Si sa che imparare una lingua è un percorso lungo che richiede tempo, ma nonostante ciò vorrei semplificarvi il più possibile il viaggio che state facendo per apprendere l’italiano. E spero di riuscirci con i miei articoli e i miei consigli.

Se vi è piaciuto questo articolo e l’avete trovato utile non perdetevi la seconda parte. Usate strutture italiane e vedrete che non vi fermerà più nessuno! 🙂

ilaria firma

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