It’s already been a year since the Oms declared the pandemic.
In a year, our daily language has completely changed. We learned new words; old terms got a new meaning, also we started using repetitively the same set of words. Do you agree? Do you do this in your language?

In this article called “L’evoluzione della lingua italiana in un anno” you’ll find 10 italian words that we have been started using daily.

Un anno è già passato da quando l’Oms ha dichiarato la pandemia. Anche se enormi passi in avanti sono stati fatti non siamo ancora fuori pericolo, infatti l’anno appena trascorso è tutt’altro che un ricordo: il covid e le restrizioni continuano a influenzare la nostra vita, non solo per quanto riguarda i comportamenti da adottare ma anche per quanto riguarda la lingua. 

Ebbene sì, sappiamo che la lingua cambia in modo naturale, ma talvolta gli eventi esterni possono causare un cambiamento del linguaggio più rapido, proprio come è avvenuto nel 2020. A questo proposito ho deciso di presentarvi una lista di 10 parole che, nostro malgrado, sono entrate a far parte della vita quotidiana di tutti gli italiani.

Alcuni di questi termini erano già in uso, altri possono essere considerati dei neologismi semantici in quanto esistevano già ma avevano un significato diverso, altri ancora pur essendo del tutto sconosciuti sono entrati prepotentemente nel linguaggio quotidiano. 

Le parole del 2020

1. Pandemia

Non possiamo non cominciare questa lista senza la parola pandemia. Pandemia viene dal greco e significa “di tutto il popolo”, e come afferma l’autorevole Treccani indica l’epidemia con tendenza a diffondersi ovunque, cioè a invadere rapidamente vastissimi territori e continenti.

Avreste mai immaginato di vivere una situazione tale? Sembra quasi di vivere in un film, e personalmente avrei considerato più plausibile l’invasione degli alieni e non un’emergenza di tale portata. Nonostante ciò, vista la gravità della situazione, non è un caso che proprio pandemia sia tra le parole più cercate dagli italiani e anche più usate nelle conversazioni quotidiane.

2. Quarantena

Ecco un altro termine che in passato abbiamo ascoltato quasi esclusivamente nei film, nei quali immani catastrofi si abbattevano sul pianeta terra.

Analizzando la parola quarantena capiamo che essa è  il periodo di isolamento al quale vengono sottoposte le  persone aventi o ritenute a  rischio di una malattia infettiva. 

3. Lockdown

Ecco un termine che era del tutto sconosciuto prima della pandemia e che invece ora tutti usano come nulla fosse. Il lockdown da alcuni tradotto come blocco totale, è usato per indicare la chiusura delle attività allo scopo di contenere il diffondersi dell’epidemia. In alcuni casi si può sentir parlare di confinamento che, stando a quanto affermato dalla celebre Accademia della Crusca, sarebbe più corretta per noi italiani, perché è una parola che affonda le proprie radici nelle lingue romanze, di cui sappiamo tutti che l’italiano fa parte.

4. Smart working

Quale italiano oggi non è a conoscenza dello smart working? Credo nessuno. Lo smart working o lavoro agile usando l’equivalente italiano è la moda del momento. Se quando io ho cominciato a lavorare online tutti mi chiedevano Ma come è possibile? Ma come fai?, ora quando dico che io lavoro da remoto non si sconvolge più nessuno.

A proposito, voglio aprire una piccola parentesi su queste parole di origine straniera. Alcune volte mi è capitato di parlare di questo tipo di parole, con studenti soprattutto inglesi, per rendermi conto di come spesso, molto spesso, noi italiani usiamo termini inglesi in modo diverso da come farebbero loro, smart working è un esempio di questi.

Quindi se volete parlare come noi italiani ricordate di dire “Io faccio smart working!” 

5. Coprifuoco

Questa parola ci fa pensare immediatamente alla guerra, ad una situazione di estremo pericolo durante la quale è vietato uscire in determinati orari. Molti giornalisti hanno descritto il covid come un nemico da combattere, hanno parlato di guerra che bisogna vincere, e non mi sorprende affatto se anche in Italia sia stato istituito un coprifuoco notturno, durante il quale rimanere rintanati in casa, allo scopo di evitare il pericolo. 

6. Congiunto

Nel 2020 in Italia abbiamo scoperto o riscoperto la parola congiunto. Una delle domande più ricercate online è stata “Chi è il congiunto?”. Sembravamo un popolo alla ricerca disperata di questo individuo che non capivamo bene se fosse un amico, un fidanzato, un parente stretto, un familiare qualsiasi. 

Insomma, il termine “congiunto” è ambiguo e non corrisponde a una definizione legale precisa, tanto che è dovuto intervenire il Ministero dell’Interno per fare chiarezza, dichiarando che:

fanno parte della categoria dei congiunti: i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado.

7. Assembramento

Altro termine che la pandemia ha sdoganato. Se prima tutti noi usavamo quotidianamente affollamento, ressa oppure calca, oggi ogni volta che si vede un gruppo di persone ammassate il pensiero va immediatamente all’assembramento.

All’inizio della pandemia abbiamo assistito ad un aumento esponenziale di due parole:

  • una corretta: assembramento e
  • di una non corretta: assemblamento.

Molto probabilmente questo errore è dovuto alla somiglianza con la parola assemblaggio, che indica il mettere insieme, il montare diverse parti tra loro.

8. Tampone

Ecco un’altra parole ormai diventata di uso quotidiano: Tampone. 

Quante volte l’anno scorso ho sentito “Hai fatto il tampone?”  “I tamponi effettuati sono…. ” “È meglio che tu faccia il tampone!”, per indicare il test che certifica se si è affetti da covid-19 oppure no. 

Collegata alla parola tampone è il verbo tamponare. Quanto ci manca il caro vecchio tamponare. Fino a un anno fa il termine era usato come:

  • Tamponare un’auto (andare contro un’auto)
  • Tamponare una ferita (bloccare la fuoriuscita del sangue)
  • Tamponare una situazione (porre rimedio ad una situazione problematica)

Inutile dire che a tutti questi significati è giunta l’ora di aggiungere tamponare come fare il test per il covid.

9. Droplet

Che cosa sarà mai questo droplet? Fino a poco tempo fa nessuno lo sapeva. Quando se ne è cominciato a parlare tutti non avevano idea della cosa alla quale ci si riferisse, oggi invece sembriamo tutti esperti, siamo diventati tutti medici, virologi, infettivologi.

Comunque, per tornare  a questo termine, il droplet è l’insieme di goccioline di saliva emesse dalla bocca quando si parla, si starnutisce o si tossisce.

10. Restrizioni

Restrizioni, croce di tutti gli italiani e non solo. La parola restrizione indica una limitazione rispetto alla norma.

Ormai quando parlo con i miei studenti e con i miei amici è diventata una pratica comune quella di scambiarci informazioni circa le reciproche restrizioni: Cosa puoi fare e cosa non puoi fare? Quando puoi uscire e quando devi startene a casa? C’è il coprifuoco?

Pur comprendendone l’importanza come molti di voi non vedo l’ora che venga posta fine alle restrizioni.

Conclusione

Questa è una lista di dieci parole che nell’arco di un anno hanno rivoluzionato il linguaggio degli italiani. Come già accennato in precedenza molte delle parole prima venivano usate con un significato diverso, altre invece erano perlopiù sconosciute e poco usate.

Prima di lasciarvi però voglio parlarvi di un altro concetto che ormai fa parte della nostra vita quotidiana, quello delle zone colorate. Probabilmente saprete che l’Italia è stata divisa in zone diverse a seconda della gravità della situazione: zona bianca, zone gialla, arancione e rossa. 

Questa divisione porta a farci delle domande ogni giorno: “Di che colore siamo oggi? Mica siamo  rossi?”

In tutto questo c’è una cosa assurda: Prima del covid dire oggi è rosso” significava che oggi è un giorno rosso sul calendario, quindi un giorno festivo, un giorno durante il quale festeggiare qualcosa, come ad esempio le domeniche o i giorni di Natale o Pasqua.  Oggi invece dire “oggi è rosso” assume un significato totalmente diverso e molto molto negativo.

Una bella beffa eh?!

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