In this article called “Vari tipi di neologismi”, I am going to talk about different type of Italian neologisms. I will provide explanation of how new words were born giving you different examples.

Le lingue variano in continuazione, sono sempre al passo coi tempi, ed è proprio per questo che tendono gradualmente ad abbandonare quelle parole considerate troppo arcaiche e ad assumerne di nuove, più utili e vicine alle esigenze contemporanee.

Proprio questo è quanto ho cercato di far capire nell’articolo: L’evoluzione della lingua italiana in un anno. Ma non preoccupatevi, non è mia intenzione ripetere quanto ho espresso mesi fa, anche se oggi voglio concentrarmi di nuovo sui neologismi. In questo caso però vorrei esaminarli da un altro punto di vista, un po’ più tecnico. Come al solito cercherò di essere il più chiara possibile in modo che non facciate troppa fatica nel seguirmi.

Che cos’è un neologismo?

Il neologismo non è altro che una nuova parola che, come afferma l’autorevole enciclopedia Treccani, da un certo momento in poi entra a far parte del lessico di una lingua.

Non so se ve lo ricordate, ma un po’ di tempo fa ho già parlato di essi in un mio articolo, attraverso il quale ho spiegato come nascono e come la frequenza d’uso fa sì che essi entrino di diritto nel dizionario della lingua italiana. Comunque se ve lo siete perso o se volete rivedere quanto spiegato al suo interno correte a leggerlo e a riascoltarlo (qui). In caso contrario vi invito a continuare questa lettura.

Esempi di neologismi

1.Neologismo semantico. 

È definito un neologismo semantico un termine già in uso che può assumere un significato diverso. I primi esempi che mi vengono immediatamente in mente sono i seguenti:

  • Vocale: sono certa che tutti sapete che cos’è una vocale. La vocale è una lettera dell’alfabeto e nell’alfabeto italiano le vocali sono: A , E, I, O,U.

È inutile dirvi che vocale nel corso del tempo ha assunto un altro significato, quello cioè di messaggio vocale. Come nella frase seguente:

    • Il vocale può essere molto pratico e fa risparmiare tempo.
    • Ho ricevuto il tuo vocale.
  •  Navigare: il verbo navigare invece, tradizionalmente  indica  l’effettuare un percorso in acqua, proprio come fanno le imbarcazioni.

Dalla nascita di internet però navigare ha assunto il significato di “esplorare la rete”, effettuare ricerche ricerche online. Ecco una frase:

    • Sei impegnato? No, mi sto rilassando navigando un po’ in rete.

È  chiaro che le parole citate qui non sono le uniche, perché ce ne sono un’infinità. Basti pensare solo a chiocciola, gelato, o al verbo tamponare di cui ho parlato precedentemente.

2. Neologismo lessicale

Il neologismo lessicale è una parola di nuovo conio che non deriva da parole preesistenti o dalla modificazione di esse.

In pratica, i neologismi lessicali, sono parole completamente nuove, create da zero allo scopo di riempire un vuoto linguistico attraverso le regole della lingua di appartenenza. 

Un esempio può essere fatto con il termine configlio, per indicare il figlio del partner. Configlio è una parola proposta dal Presidente onorario dell’Accademia della crusca Sabatini in analogia ad altri gradi di parentela acquisiti da tempo, come compare, consuocero.

3. Neologismo sintattico

Il  neologismo sintattico è costituito da più parole che finiscono per combinarsi tra di loro dando vita a forme cristallizzate. Vediamo alcuni esempi:

  • Lotta di classe: concetto che mette in evidenza la contrapposizione tra le classi lavoratrici e quella dei capitalisti.
  • Interfaccia utente: che fa riferimento a ciò che si interpone tra l’utente e la macchina e che gli consente di interagire.

4. Forestierismo

Un altro tipo di neologismo è quello chiamato forestierismo o prestito, perché alcune parole o intere locuzioni vengono appunto prese in prestito da una lingua straniera e utilizzate nella nostra. 

Nell’articolo Parole straniere con accento italiano: sì o no? vi ho già spiegato quanto la lingua italiana sia colma di parole straniere. Nessuno si chiede cosa sia un computer, nessuno si meraviglia se gli chiediamo: “Quest’anno vai in vacanza nel tuo chalet?” oppure “Ti va di bere qualcosa al bar?”

Insomma ci sono parole straniere talmente tanto accettate, comprese e usate dagli italiani che ormai sono in tutto e per tutto parte integrante dell’italiano.

5. Neologismi derivati da settori specifici

Ogni giorno nascono nuove parole, certo alcune di queste non riescono ad attecchire mentre altre diventano subito popolari. Dal mio punto di vista due sono i settori più proficui da questo punto di vista quello della politica (anche grazie all’opera dei giornalisti) e quello della tecnologia.

Nel mondo politico spesso emergono dei personaggi così importanti o eccentrici da dar vita a neologismi: Berlusconismo o Trumpismo sono solo degli esempi.

Un l’altro termine venuto alla ribalta nel mondo politico è pentastellato e che fa riferimento ad un esponente oppure ad una caratteristica riconducibile al movimento 5 stelle.

Innumerevoli, invece, sono i neologismi del settore tecnologico e dei social media. Prendiamo ad esempio:

  • Emoticon: ossia le “faccine” stilizzate, che esprimono la particolare emozione dell’autore del messaggio,

oppure

  • Selfie: la foto scattata da soli con uno smartphone da pubblicare su qualche social network.

Oltre a questi nomi che ormai sono divenuti di uso comune, molti verbi nascono dall’uso dei social stessi. Ad esempio:

  • Twittare:  pubblicare i propri post sull’omonima piattaforma Twitter.
  • Whatsappare: Trasmettere e scambiarsi messaggi, foto, video, chiamate e messaggi vocali, servendosi proprio dell’applicazione WhatsApp.

Conclusione

Abbiamo già ripetuto più volte quanto tutte le lingue siano flessibili e aperte al cambiamento e i neologismi sono il risultato di questa evoluzione.

Quelli elencati in questo articolo sono solo alcuni esempi di nuove parole ormai entrate a far parte della lingua italiana. Inutile sottolineare che questa lista potrebbe facilmente allungarsi visto che tutto è in continuo cambiamento e che questo influenza anche il linguaggio quotidiano.

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