In today’s article called “Le preposizioni italiane”, I am going to talk about Italian prepositions. Possibly many of you already know that I consider them the most challenging topic of Italian grammar. They are hard to master, and that’s why I decided to write a series of articles about them.
As usual, I will try to explain grammar in the easiest way, and hopefully, in the end, you will understand how they work!

Preposizioni, l’argomento che io ritengo essere il più difficile della lingua italiana. Sono una vera e propria croce per tutti gli studenti, perché spesso non ci sono regole chiare da seguire, ma sono anche fonte di soddisfazione quando si comincia a capire il loro funzionamento.

E allora, nonostante le difficoltà, nonostante molto spesso bisogna fare uno sforzo di memoria per usarle al meglio, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

1. Preposizioni semplici o articolate?

Sono certa che tutti voi sapete dell’esistenza di:

  • preposizioni semplici: a, di, da, in , con, su, per, tra, fra
  • preposizioni articolate: preposizione semplice + articolo

Ma quando si usano le une e quando si usano le altre?

Le preposizioni semplici, in particolare a, di, da, per, generalmente sono seguite dai verbi.

  • Vado a correre. 
  • Ho bisogno di riposare.
  • Ecco un libro da leggere.
  • Per andare in vacanza aspetterò ancora un po’.

Le preposizioni articolate si usano prevalentemente quando sono seguite dai nomi. Perché? 

Beh, se ci riflettete un attimo questo ha assolutamente senso. pensateci: la stragrande maggioranza delle volte i nomi italiani devono essere preceduti dall’articolo, ed è per questo che con i nomi le preposizioni articolate sono così usate:

  • Nel giardino c’è un grande albero (in+il).
  • La pasta all’amatriciana è deliziosa (a+l’).
  • La partita degli azzurri è stata straordinaria (di +gli).

A questo punto però permettetemi di aprire una breve parentesi per consigliarvi di leggere ed ascoltare un articolo che ho scritto un po’ di tempo fa, nel quale spiego i casi nei quali in italiano non è necessario usare l’articolo, anzi, può essere addirittura un grave errore: Quando NON si usano gli articoli in Italiano?

2. Tutte le preposizioni semplici possono essere combinate?

Abbiamo già spiegato nel paragrafo precedente quando usare le preposizioni articolate.

Attenzione però:

Ci sono dei casi, relativamente pochi, nei quali è possibile usare anche la preposizione semplice davanti ai nomi, ad esempio:

  • Una fetta di torta.
  • Giochiamo a carte.
  • Torna a casa domani!

Ma possiamo combinare davvero tutto?

Direi proprio di no. Le preposizioni che non possono essere combinate sono per, tra, fra.

Mi spiego meglio. È chiaro che queste preposizioni possono essere associate agli articoli, ma non possono essere mai uniti ad essi per formare una sola parola. Guardate questi esempi:

  • Per il suo compleanno Maria ha organizzato una grande festa.
  • Tra le 5 e le 6 arriva mio fratello.
  • Fra i miei amici ce ne sono molti che amano viaggiare.

Se riprendiamo le preposizioni e gli articoli usati nelle suddette frasi:

  • per il
  • tra le
  • fra i 

è facile rendersi conto che non c’è modo per poter unire tra loro queste parti del discorso, formandone una sola parola.

Attenzione a CON

Con è una preposizione un po’ particolare, perché se in passato poteva fondersi con tutti gli articoli questo oggi non è più possibile. Gli unici con i quali con può fondersi sono il e i, infatti:

  • con + il = col
  • con + i = coi

Questo è il segno ineluttabile che la lingua è viva ed evolve in modo naturale.

3. Quando non si usano le preposizioni

Ci sono dei casi in cui bisogna evitare le preposizioni? Decisamente sì! Ho già accennato a questo in un articolo che ha riscosso un discreto successo chiamato Parla come gli italiani: Usa strutture italiane, ma dato il reiterare di questo errore mi sembra opportuno riparlarne.

Dunque, Quando avete a che fare con i seguenti verbi, fate attenzione a non usare le preposizioni:

  • dovere, potere e volere (cioè i verbi modali),
  • piacere, amare e preferire.

Spesso infatti mi capita di sentire frasi davvero strane, come le seguenti:

  • Preferisco di uscire.
  • Mi piace a correre la mattina.

Non so se il vostro orecchio riesce a percepire qualcosa che non funziona, ma vi garantisco che se togliete quelle preposizioni la qualità delle frasi risulterà nettamente superiore.

  • Preferisco uscire.
  • Mi piace correre la mattina.

Altri verbi di cui ho già parlato, che non hanno bisogno delle preposizioni, sono i verbi impersonali, in particolare quelli formati dal verbo essere + aggettivo. 

Ricordate che è sempre meglio dire:

  • È possibile mangiar bene in Italia, invece di È possibile di  mangiar bene in Italia.
  • È strano fare i viaggi dormendo sul divano degli altri, invece di È strano di fare i viaggi dormendo sul divano degli altri

senza usare la preposizione dopo i verbi impersonali.

Comunque, se volete approfondire questi concetti, date un’occhiata al mio articolo Parla come gli italiani: Usa strutture italiane (terza parte), in cui troverete tanti altri esempi, con ulteriori spiegazioni ed eccezioni!

Conclusione

In questo articolo ho cercato di  parlare delle  preposizioni presentandole in modo non scolastico, elencandone cioè i nomi e spiegandone il significato, perché quello potete trovarlo su qualsiasi libro di testo. In questo caso invece ho cercato di darvi un’infarinatura, una spiegazione semplice ma globale di esse, che spero diventerà una solida base sulla quale poggiare nuovi tasselli e nuove informazioni via via più complesse!

Se ritenete che questo articolo vi sia stato d’aiuto non perdetevi il prossimo articolo sulle preposizione, nel quale approfondirò i loro usi e vi darò delle regole da seguire quando dovete usarle in italiano!

ila firma

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