In today’s article “Uso pratico delle preposizioni”, I am going to explain how to use Italian prepositions in daily conversation. In particular, I am going to focus on the right prepositions to use with places. 

If you are struggling with understanding this grammar topic, read this series of articles about Italian prepositions!

Qual è l’argomento più difficile della lingua italiana? Ve lo siete mai chiesto? Beh, se non ci avete mai pensato fermatevi un momento, pensateci su e provate a darmi una risposta.

Se invece siete miei studenti, o se avete già letto il mio articolo sulle preposizioni italiane, saprete già che per me sono proprio queste la cosa più difficile da padroneggiare in italiano. Ebbene sì!!! Le preposizioni a mio avviso sono molto più complicate dei verbi irregolari, dei pronomi combinati, anche più del temutissimo congiuntivo.

Ma perché sono così toste? 

Lo sono perché in generale ad ogni parola, ad ogni verbo corrisponde una preposizione specifica, e la loro scelta non sempre segue delle regole.

Ma non preoccupatevi, il mio scopo con questa introduzione non è quello di spaventarvi ma di tranquillizzarvi, dicendovi che nonostante la complessità delle preposizioni alcune regole, seppur molto molto generiche esistono, e nelle righe che seguono ve le svelerò!

Allora, mettiamoci subito al lavoro e cominciamo a spiegare queste regole. Ma prima di mettere in evidenza una per una le preposizioni, con i rispettivi usi, cosa che farò negli articoli successivi, mi preme spiegarvi alcune particolarità sull’uso delle preposizioni con i luoghi.

1. Le preposizioni associate alle località 

a) Nazioni, stati, regioni: devono essere preceduti da in, ad esempio:

  • Vivono in America
  • Ti trovi in California
  • Andate in vacanza in Toscana

b) Gruppi di stati: devono essere preceduti dalla preposizione in+articolo, come nelle seguenti frasi:

  • Torna negli Stati Uniti lunedì
  • Nel regno Unito l’estate non è così calda.
  • Negli Emirati Arabi ci sono dei grattacieli spettacolari.

c) Isole: devono essere precedute dalla preposizione a:

  • Vado a Capri.
  • A Panarea si sono divertiti da matti.
  • Tanti giovani italiani vanno in vacanza a Ibiza.

d) Gruppi di isole: devono essere preceduti dalla preposizione a + articolo:

  • Ai Caraibi c’è un mare pazzesco.
  • Alle Tremiti c’è la casa di un grande cantautore italiano.
  • Si dice che alle Hawaii si faccia surf tutto l’anno.

Ricordate che quando volete fare una descrizione di un posto non c’è bisogno della preposizione, ad esempio:

  • Le Canarie sono una meta molto ambita in inverno.
  • Il Giappone è una destinazione affascinante.

Ma quando volete parlare di un’azione che è stata fatta o che può essere fatta in uno di questi posti le preposizioni su citate sono necessarie. Ad  esempio:

  • In America ho imparato l’inglese.
  • In Argentina si balla il tango.

Ci sono delle eccezioni a queste regole? 

Assolutamente Sì!

Anche se Malta, Cuba, Panama, Taiwan sono degli stati devono essere preceduti della preposizione a e non in. Stessa cosa dicasi per Hong Kong, la quale anche se è considerata una regione autonoma, ha bisogno anche di a e non di in!

Alcuni dei miei studenti in passato cercando di trovare una regola alla bizzarria della lingua italiana hanno affermato che la scelta della preposizione potrebbe dipendere dal fatto che Malta, Cuba, Taiwan non sono solo degli Stati ma anche delle isole, e questa è senza dubbio un’ottima intuizione, che però si scontra col fatto che Panama e Taiwan non lo sono…

Insomma, come già affermato, le preposizioni sono un vero grattacapo perché non sempre c’è una strada ben chiara da seguire con esse!

2. Le preposizioni associate ai posti terminanti in -ia

Un consiglio molto utile e soprattutto facile da ricordare è che tutti i posti che terminano con le lettere -ia hanno bisogno della preposizione in. Facciamo alcuni esempi:

  • In pasticceria
  • In panetteria
  • In birreria
  • in rosticceria

Probabilmente avrete notato che tutte le parole succitate terminano in -ria, perché ovviamente sono molto numerose, ma se facciamo uno sforzo ne troveremo anche altre, ad esempio:

  • In farmacia
  • In agenzia
  • In ortopedia
  • In parrocchia

Fin qui quelli citati sono solo nomi di posti fisici, ma la stessa preposizione si usa anche per posti più figurati, come i reparti ospedalieri. Cioè io potrei dire:

  • Vado al reparto di Cardiologia, ma anche
  • Vado in cardiologia.
  • Mi trovo al reparto di ortopedia, ma anche 
  • Sono in ortopedia

Un modo pratico per esprimere lo stesso concetto risparmiando del tempo!

Conclusione

In questo articolo ho cercato di fornirvi altri tasselli oltre a quelli già spiegati nell’articolo chiamato Le preposizioni italiane.

Questo è un argomento piuttosto ampio e per questo ho deciso di non darvi tutte le informazioni possibili e immaginabili insieme, perché sarebbe davvero troppo.

Preferisco invece accompagnarvi passo dopo passo, aggiungendo di volta in volta nuovi tasselli, per arrivare alla loro piena comprensione senza fare troppo sforzo. 

Ricordate inoltre che ho in serbo per voi un articolo sulle preposizioni da non perdere, nel quale spiegherò una ad una le preposizioni con le rispettive regole per utilizzarle al meglio!

ila firma

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