In this article called “Come si pronuncia la lettera S?”, I talk about pronunciation, focusing on the Italian s.
Likely you know that in Italian, there are two different ways to pronounce the letter s. In the following lines, I will explain some basic rules so you can say this letter perfectly.

Come si pronuncia la lettera s? Si pronuncia sempre allo stesso modo o ci sono più modi per pronunciare questa lettera?

Tutti voi sapete che la l’italiano può essere considerato una lingua abbastanza semplice dal punto di vista della pronuncia. Comunque se avete cominciato a imparare questa lingua da poco e avete ancora dubbi, non perdetevi un articolo scritto qualche tempo fa, chiamato 3 consigli pratici per migliorare il tuo italiano. nel quale vi do delle dritte che se seguite vi aiuteranno a parlare meglio questa lingua.

Anche l’argomento di oggi riguarda la pronuncia, ma in esso vorrei concentrarmi su una lettera in particolare: la lettera S.

Perché questo? Perché con mia enorme sorpresa mi sono trovata di fronte ad uno studente il cui livello di italiano è davvero avanzato, e che nonostante ciò si è trovato in difficoltà davanti alla parola succo, pronunciata da lui succo, con la s dolce. 

Dunque in questo articolo vorrei darvi alcune lezioni di pronuncia proprio su questa lettera. Prima di procedere però è bene che sappiate che eviterò di scendere troppo in profondità, elencando le regole e tutte le eccezioni possibili ed immaginabili. Dopotutto, la cosa che a voi interessa è parlare l’italiano pronunciando bene le parole che compongono questa  lingua e non avere una dizione perfetta come quella degli attori!

Detto ciò, non perdiamo altro tempo e concentriamoci sulla s.

In italiano la lettera s si pronuncia in due modi, di conseguenza avremo la s aspra o sorda e la s dolce o sonora. 

Cominciamo dalla prima:

S aspra o sorda. (Suono s).

 La esse acquisisce questo suono nei casi seguenti:

1. Quando si trova all’inizio della parola seguita da vocale:

es. sole, sale, silenzio, semaforo, sabato…

2. Quando è preceduta da consonante:

es. orso, corso, polso, ascensore, comprensione…

3. Quando è seguita dalle seguenti consonanti: “c”, “f”, “p”, “q”, “t”:

es. scala, sforzo, spazzola, squadra, astensione…

4. Quando è doppia: 

es. rosso, asso, tassa, assistenza, rassegna…

A proposito di doppie!

Se avete problemi con le doppie e faticate a capire come si pronunciano, ma anche come e quando usarle, non perdetevi due articoli molto interessanti nei quali ho svelato tutti i segreti che le riguardano. Gli articoli in questione sono: Le doppie in italiano e Le doppie in italiano: alcune regole!

S dolce o sonora. (Suono s: come la z inglese – zed)

La esse acquisisce questo suono nei casi seguenti:

1. Quando si trova tra due vocali

es. rosa, cosa, casale, chiesa, bisogno.

2. Quando è seguita dalle seguenti consonanti:  “b”, “d”, “g”, “l”, “m”, “n”, “r”, “v”

es. sbiadito, sdoganare, sgarbato, slitta, smania, snaturare, sradicare, svelto.

Queste informazioni che ho dato finora sono quelle che ritengo opportuno che voi sappiate. Ovviamente questo argomento non si esaurisce così, perché ci sono molte eccezioni e molte altre regole.

Considerate che gli stessi attori studiano anni e anni per riuscire ad ottenere una dizione perfetta, e molto spesso, come mi è stato rivelato anche dalla mia vecchia insegnante di dizione, quando hanno dei dubbi su qualche parola prendono i manuali per controllare ed essere certi di pronunciare bene quel dato suono.

Nonostante ciò, se cercherete di seguire queste poche regole evidenziate in questo testo vi garantisco che non avrete più dubbi e che otterrete una s perfetta!

ila firma

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