In today’s article called “Lotta alle parole straniere”, I am going to share with you a crazy initiative strongly wanted by Mussolini, to remove any foreign words from the Italian language. Read what happened through the decades and the results of this initiative! :)

In questo articolo ho deciso di parlare di un argomento un po’ particolare, che personalmente trovo molto affascinante e che riguarda l’evoluzione della lingua. 

Quello di cui sto per parlarvi si ricollega in qualche modo al mio ultimo articolo. In esso ho condiviso con voi una proposta di legge fatta da un esponente di Fratelli d’Italia per, a suo dire, tutelare la lingua italiana. 

Se ve lo siete persi e siete curiosi di saperne di più, correte a leggerlo anche perché vi farà capire meglio perché oggi ho deciso di approfondire la “lotta alle parole straniere”.

È possibile bloccare le parole straniere?

Come ho già detto nel mio articolo chiamato I neologismi, la lingua italiana è in continua evoluzione. Alcune parole entrano nel vocabolario mentre altre cadono in disuso, e questo avviene per lo più naturalmente. 

Tra le nuove parole che entrano a far parte della lingua italiana non possiamo non considerare i forestierismi (cioè termini di origine straniera) che, a causa dei mezzi di comunicazione e dei contatti sempre più frequenti con l’estero, stanno prendendo piede nella lingua italiana, inglese in primis.

Ma checché ne dicano i puristi della lingua, l’uso sempre più massiccio dei forestierismi, è un fenomeno che dobbiamo accettare, proprio come ha affermato il Professor Francesco Sabatini dell’Accademia della Crusca, il quale a tal proposito afferma:

È un fenomeno inarrestabile. La battaglia contro l’uso dei forestierismi è di per sé vacua e non ha mai sortito alcun effetto.

Queste parole mi hanno riportato alla mente un articolo letto diverso tempo fa riguardante proprio i tentativi fatti da Mussolini per recuperare (come affermato da egli stesso) “la purezza dell’idioma patrio”.

Ebbene sì, nel ventennio fascista il processo di purificazione della lingua italiana messo in atto da Mussolini ha portato alla creazione di più di 500 parole che hanno sostituito quelle vecchie. Alcune di queste oggi ci sembrano ridicole e suscitano l’ilarità di chi le ascolta.

Alcuni esempi che meritano di essere menzionati sono: 

  • il colore barolo, al posto del color bordeaux.
  • insalata tricolore e chiavemorsa, al posto delle troppo straniere insalata russa e chiave inglese.

Oggi inoltre sembra del tutto ridicolo il tentativo di italianizzare i nomi non italiani: Luis Armstrong trasformato in Luigi Braccioforte è solo un esempio. E oltre a tutto ciò non bisogna dimenticare che tantissimi cognomi stranieri, soprattutto di origine croata o slovena, vennero modificati.

Ma come avveniva il processo di purificazione dell’italiano?

Nel periodo fascista tutta la popolazione italiana venne coinvolta nel processo di eliminazione dei termini stranieri. Infatti non solo gli intellettuali (tra cui spicca sicuramente il nome di D’annunzio) se ne occuparono, ma anche la gente comune. 

Infatti se la stampa da una parte cercò di diffondere tra popolazione i termini scelti dagli esperti, dall’altra indisse anche una serie di concorsi per creare nuove parole che sostituissero quelle straniere.

I risultati dell’esperimento linguistico di Mussolini

Il risultato di tutto ciò è sorprendente e vorrei sintetizzarlo in 3 punti.

  1. Nonostante la creazione di tantissime nuove parole, molte di esse non sono sopravvissute, come abbiamo visto poco fa. 

Vorrei inoltre sottolineare a questo proposito la feroce lotta intrapresa da Mussolini per eliminare il pronome allocutivo Lei a favore del Voi, perché di derivazione spagnola. Inutile dire che il suo tentativo è miseramente fallito in quanto il Lei è oggi ancora diffuso e usato in tutta la penisola, mentre il Voi si usa solo in alcune zone d’Italia

2. Anche se alcune parole create nel ventennio fascista sono arrivate fino ai giorni nostri, non sono riuscite a sostituire del tutto quelle straniere, che sono ancora ampiamente usate in Italia. Si pensi a:

    • albergo invece di hotel,
    • primato invece di record,
    • tramezzino invece di sandwich,
    • cornetto invece di croissant.

3. Il suo intendo di purificare la lingua italiana dalle influenze straniere non ha portato i risultati desiderati. Le parole straniere infatti, non solo sono rimaste ma addirittura dopo la fine della guerra, c’è stata un vero e proprio boom di forestierismi, soprattutto di vocaboli inglesi.

ila firma

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