In today’s article called “Strutture italiane con gli Indefiniti”, I will talk about specific Italian structures to use with indefinite pronouns. So if you want to speak like a native speaker don’t miss the following lines! :)

In questo articolo vorrei tornare a parlare di strutture italiane, concentrandomi questa volta su quelli che vengono chiamati indefiniti.

In passato mi sono già concentrata su alcune strutture che se usate vi faranno sembrare più “italiani”. Dunque, se leggete i miei articoli e ascoltate i miei podcast da un po’ di tempo ne sarete di sicuro a conoscenza.

Ricordate: trovate tanti consigli e trucchi in: Parla come gli italiani: Usa strutture italiane:

Quest’oggi voglio riprendere il filone delle strutture focalizzandomi in particolare su tre strutture che prevedono l’uso degli indefiniti. Per capire meglio a cosa mi riferisco con indefiniti cliccate questo link, in cui trovate una lista di pronomi italiani. 

Se invece non avete bisogno di controllare ciò a cui mi riferisco andiamo avanti e cominciamo subito con la spiegazione di queste tre strutture.

1. Indefiniti + di + aggettivo

Quando avete parole come qualcosa, niente, nulla ma anche qualcuno e nessuno ricordate di aggiungere sempre la preposizione di tra esse e l’aggettivo che segue.

Perché per me è importante spiegarvi questa struttura?

Perché avendo io una percentuale molto alta di studenti americani e britannici sento spesso che costruzioni come something stupid, nothing interesting sono tradotte in modo letterale, cioè senza la preposizione di.

Ricordate che così facendo la frase per noi italiani sarà comprensibile ma incompleta. Quindi è più corretto dire:

  • Qualcosa di stupido
  • Niente di interessante, come pure
  • Qualcuno di speciale
  • Nessuno di particolare

Se volessi proporvi un mini dialogo, potrebbe essere come quello che segue: 

  • Dimmi qualcosa di bello!
  • No, non ho niente di particolare da dirti!

2. Indefiniti + da + infinito

Le stesse parole usate in precedenza cioè qualcosa, niente, nulla, nessuno e qualcuno sono presenti anche nella struttura che sto per presentarvi, quella formata cioè dalla preposizione da seguita dal verbo infinito, che spiegato in modo piuttosto semplificato indica qualcosa che può o che deve essere fatto.  Ad esempio:

  • Qualcosa da mangiare 
  • Niente da fare

ma anche

  • Qualcuno da frequentare
  •  nessuno da incolpare

Anche in questo caso vi mostro delle frasi un po’ più complete:

  • Avrei qualcosa da dirti! = qualcosa che devo dirti
  • Mi sembra strano che non ci sia nessuno da consultare per avere delle risposte = qualcuno che può essere consultato.

3. Negazione + negazione

Questo sottotitolo negazione + negazione non sarà molto esplicativo ma mette in evidenza un concetto molto importante nella lingua italiana.

Quando usiamo la negazione, l’indefinito che segue deve sempre essere in forma negativa e viceversa: quando usiamo un “indefinito negativo” questo deve sempre essere rafforzato col NON davanti.

Ma procediamo per gradi spiegando tutto nel dettaglio partendo da una frase interrogativa:

  • Hai qualcosa da mangiare? 

Una risposta possibile è:  

  • Sì, ho qualcosa da mangiare. 

 In questo caso la risposta è data nella forma affermativa. 

Attenzione però! 

Se vi chiedessi di trasformare la risposta nella forma negativa, la frase corretta non sarà:

  •  No, non ho qualcosa da mangiare! ma
  •  No, non ho niente da mangiare o No, non ho nulla da mangiare.

Dunque, da tutto questo possiamo dedurre che qualcosa e qualcuno si usano nella forma positiva; nessuno, niente, nulla nella forma negativa.

Quindi, quando usiamo questi ultimi dobbiamo sempre aggiungere la parola non davanti a questi indefiniti. 

A questo punto via libera frasi come:

  •  Non c’è niente da fare!
  • Non ho nulla da dirti!
  • Non c’è nessuno che voglio presentarti.

Conclusione

In questo articolo vi ho presentato alcuni concetti che di per loro non sono complicati ma che nonostante ciò vengono spesso dati per scontato.  

Ricordate che da un certo livello in poi sono i dettagli a fare la differenza (come ho già accennato nell’articolo “Ilaria, ma tu correggi?”), e la scelta della parola e della struttura giusta può davvero contribuire a farvi sembrare più sicuri e consapovoli della lingua che state adoperando!

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