In today’s article, titled “Verbi che accettano entrambi gli ausiliari,” I am going to delve into the use of auxiliary verbs in Italian, continuing the explanation of this topic. Today, I will discuss specific Italian verbs that can take both auxiliary verbs, essere and avere.

If you want to discover these verbs and learn more about this topic, keep reading the following lines! :)

Nell’articolo di oggi voglio continuare a parlarvi della scelta dell’ausiliare giusto, e a fornirvi consigli e suggerimenti per non sbagliare. 

Ma facciamo un passo indietro ricapitolando brevemente quanto affermato nel testo precedente. In esso ho spiegato che la discriminante per la scelta del verbo giusto è la presenza o meno del complemento oggetto. Infatti sono sicura che ricorderete che:

  • presenza di complemento oggetto (ossia nome extra dopo il verbo) = avere
  • presenza di complemento indiretto, quindi non oggetto (in pratica preposizione dopo il verbo) = essere.

Questa è una regola molto valida, da usare anche quando vi troviate di fronte a quei verbi che possono accettare sia l’ausiliare essere sia avere.

Proprio così. Sapete che ce ne sono diversi? Eccone alcuni:

  • Cominciare
  • Iniziare
  • Cambiare
  • Correre
  • Saltare

Cominciamo a fare alcune frasi per vedere come usando lo stesso verbo la struttura delle frasi può cambiare.

  • Io comincio la lezione tra 5 minuti.
  • La lezione comincia tra 5 minuti.

In queste due frasi troviamo il verbo cominciare ma nel primo caso l’oggetto (cioè il nome che segue il verbo) c’è, nel secondo caso no. Questo è il motivo per cui al passato prossimo diremo:

  • Io ho cominciato la lezione 5 minuti fa. 
  • La lezione è cominciata 5 minuti fa.

Se provassimo a fare le famose domande viste nell’articolo precedente “Chi? e “Cosa?” nella prima frase avremmo la risposta alla domanda: 

  • Cosa comincia?
  • La lezione.

Nel secondo caso no.  Al massimo potremmo domandare:

  • Quando comincia la lezione? Quando è cominciata la lezione?
  • Cinque minuti fa.

Proviamo a fare un altro esempio:

  • Io salgo le scale.
  • Io salgo in ascensore.

Anche qui troviamo lo stesso verbo salire, ma nel primo caso c’è di nuovo l’oggetto (Io salgo cosa? Le scale), nel secondo invece abbiamo la preposizione che precede il nome e questo indica l’assenza del complemento oggetto.

Quindi le frasi su citate trasformate al passato diventano:

  • Io ho salito le scale.
  • Io sono salito in ascensore.

Quindi: quando parlate o scrivete in italiano fate sempre attenzione non solo al verbo ma all’intera struttura della frase, perché come visto in questo articolo alcuni verbi (gli stessi verbi per essere precisi) possono essere sia transitivi sia intransitivi (cioè con o senza l’oggetto dopo il verbo).

Conclusione

In questo e nell’articolo precedente ho deciso di parlarvi della scelta dell’ausiliare nei tempi composti, una scelta che sembrerà banale per alcuni ma che vi garantisco che non lo è affatto. Pensate infatti che anche gli  studenti con un livello alto di italiano talvolta tentennano o fanno errori con gli ausiliari essere o avere. Dunque, meglio non lasciare nulla al caso e spiegare tutto nel dettaglio.

Prima di concludere voglio anticiparvi che ci sarà un terzo articolo riguardante la scelta dell’ausiliare affinché abbiate tutte le nozioni necessarie per scegliere il verbo più opportuno e per parlare un italiano coi fiocchi.

ilaria firma

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