In today’s article, I will talk about diction courses that Italian actors, speakers, and hosts take to improve their pronunciation. 
If you are curious and want to know more about them, listen to this audio! :)

Esiste la pronuncia perfetta in italiano? Una pronuncia che sia standard e che preveda regole precise da usare quando si parla? Assolutamente sì.

Questa è la pronuncia che hanno coloro che lavorano con la voce, e che dovrebbero avere tutti gli attori, doppiatori, conduttori televisivi e radiofonici…

Ma perché ho usato il condizionale?

Perché se la pronuncia dei doppiatori era e continua ad essere impeccabile (provate solo per qualche attimo ad ascoltare personaggi come Pino Insegno, Luca Ward, Pannofino) non si può affermare lo stesso per altre categorie di lavoratori che usano anche la voce come principale strumento di lavoro.

È facile rendersene conto. Basta accendere la tv o la radio per trovare persone la cui provenienza è chiaramente identficabile grazie o a causa/ per via della della pronuncia.

Ma prima di andare oltre vorrei approfondire il concetto di dizione.

La dizione secondo la Treccani la dizione è semplicemente

la maniera di pronunciare le parole.

La dizione di tutti può essere migliorata attraverso lo studio. Mediante l’applicazione di regole specifiche infatti è possibile imparare a usare meglio la voce, a modularla, adattandola così alle varie situazioni.

A questo punto vorrei rispondere ad alcune domande che riguardano i corsi.

  • Come faccio a migliorare la dizione italiana?

Ci sono delle scuole di dizione che propongono dei corsi che sono frequentati in primo luogo da tutti coloro che lavorano o sognano di lavorare con la voce (attori, doppiatori, speaker radiofonici…) ma anche dai semplici appassionati spinti dalla curiosità e dalla voglia di parlare meglio.

  • È necessario fare i corsi di dizione?

I corsi di dizione non sono affatto necessari. Sicuramente sono dei mezzi attraverso cui approfondire alcuni aspetti legati alla lingua italiana. Ma nessuno avrà nulla da obiettare se la vostra pronuncia non sarà perfetta, sia che siate italiani, sia che siate stranieri. 

Sapete infatti che l’Italia è una nazione fortemente divisa dal punto linguistico, dei dialetti e delle pronunce. Spostandosi da nord a sud infatti ci si rende conto che il modo di parlare varia notevolmente.

A questo punto dovremmo forse chiederci perché la dizione non sia insegnata nelle scuole. Forse il modo di parlare non è così rilevante nella vita quotidiana?

Forse la dizione è considerata da tutti solo una mera curiosità personale o un qualcosa che riguarda i soli addetti ai lavori? Probabilmente è così.

E dunque è importante sottolineare che è meglio concentrarsi sulla costruzione di frasi grammaticalmente corrette e logiche piuttosto che parlare come il doppiatore di Brad Pitt e sbagliare tutte le strutture. 

Detto questo voglio che sappiate che per me una cosa non esclude l’altra, le due cose possono certamente andare di pari passo. Ma dovendo scegliere tra le due è fuori discussione che  la correttezza delle frasi avrà sempre la meglio sulla correttezza della pronuncia.

Ricordate: anche senza una perfetta pronuncia standard il vostro livello di italiano può essere considerato molto alto!

  • Ha senso frequentare i corsi di dizione?

Dal mio personale punto di vista è sempre bene frequentare dei corsi se si ha un forte interesse verso uno specifico argomento. Questi non potranno far altro che arricchirvi e fornirvi nuove informazioni che sapevate giusto un po’ o delle quali non eravate affatto a conoscenza. Stesso discorso dicasi per i corsi di dizione.

Personalmente ritengo quello della pronuncia un mondo estremamente affascinante che vale la pena essere scoperto, almeno in parte. Mi piacerebbe tantissimo che nelle scuole italiane venissero insegnati almeno i rudimenti della buona dizione per diventare parlanti migliori. 

Conclusione

Da quanto avete potuto leggere nelle righe precedenti è chiaro che il seguire corsi di dizione non è una cosa necessaria né per gli italiani né tantomeno per gli stranieri. 

A mio modesto parere però alcune categorie di lavoratori (quelli che usano la voce come strumento principale di lavoro) dovrebbero avere la capacità di eliminare le loro inflessioni, cadenze per usare un italiano che sia il più standard possibile, visto che si rivolgono all’intera popolazione italiana, e non solo ad una parte di essa.

Ma ripeto, questo è solo la mia umile opinione!

ila firma

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