In today’s article, I’ll discuss where to place adjectives in Italian. You probably already know that we usually put them right after nouns. But here is the tricky part: the meaning of some Italian adjectives changes completely depending on where you put them!
Today, you’ll find out which ones they are and how to use them without making mistakes. If you are curious to learn more, keep reading! :)

Dove si posiziona l’aggettivo in italiano? Prima o dopo il nome? Beh, sono sicura che la maggior parte di voi sa che, a differenza dell’inglese, di solito mettiamo l’aggettivo dopo il nome. Ad esempio:

  • Una signora elegante.
  • Un uomo alto.
  • Un libro interessante.

Ricordate però che la maggior parte della linguistica italiana sottolinea che gli aggettivi qualificativi possono essere collocati sia prima sia dopo la parte nominale; in tal caso, la scelta dipende dall’elemento su cui vogliamo focalizzarci. Ad esempio:

– Vorrei una casa con finestre ampie = mette in evidenza la caratteristica specifica che cerchiamo, cioè la grandezza.

– Vorrei una casa con ampie finestre = in questa frase la struttura usata è più una scelta stilistica ed espressiva che informativa. In questo caso, l’aggettivo ampie passa in secondo piano.

Vediamo altri esempi per capire meglio questo concetto:

– È un libro interessante che parla degli anni del fascismo = punto di vista più oggettivo ed enfasi sull’aggettivo.

– È un interessante libro che parla degli anni del fascismo = punto di vista più soggettivo che aggiunge un dettaglio alla frase, ma che non ci fa focalizzare sull’aggettivo.

– La sua salute fragile le sta rendendo la vita difficile = di nuovo, punto di vista più oggettivo ed enfasi sull’aggettivo.

– La sua fragile salute le sta rendendo la vita difficile = anche qui il punto di vista è più soggettivo e scelta di inserire l’aggettivo prima del nome, rende la frase più accorata.

Dunque, finora abbiamo visto delle frasi formate dallo stesso aggettivo (posizionato prima o dopo il nome) il cui significato non cambia. Ciò che può cambiare, invece, è lo stile della frase e l’attenzione posta su quel determinato aggettivo. Questo succede con la maggior parte degli aggettivi italiani; ce ne sono alcuni, però, il cui significato varia sempre a seconda di dove vengono collocati.

Ecco quali sono gli aggettivi a cui fare attenzione:

  • grande
  • vecchio
  • povero
  • caro
  • semplice
  • certo
  • diverso
  • bello

Analizziamoli uno alla volta collocandoli anche all’interno delle frasi.

1. Grande

Grande è un aggettivo molto popolare in italiano che si impara fin dalle primissime lezioni. Per questo grande sembra essere una parola molto semplice, quasi banale, ma attenzione perché può nascondere delle insidie. Questo termine infatti può avere 2 significati diversi a seconda della sua collocazione: big e great.

Ecco degli esempi:

  • È un progetto davvero grande = riferito alla mole di lavoro, cioè al tempo e alla quantità di energia da dedicare.
  • È un grande progetto e ne sono entusiasta = che significa: è un progetto importante, elettrizzante, stimolante.

2. Vecchio

Anche l’aggettivo vecchio assume due significati diversi a seconda della posizione. Leggete queste frasi:

  • La strada che stiamo percorrendo è vecchia e pericolosa = in questo caso la parola vecchia fa riferimento al suo essere malridotta.
  • Questa è la vecchia strada che abbiamo percorso tante e tante volte da bambini = in questo caso, invece, si riferisce a una strada familiare, nota.

Oppure:

  • A. Hai presente Giovanni?
  • B. Giovanni chi? Il tuo amico più vecchio? = in questo caso, vecchio è usato nel senso di più maturo, più anziano.
  • Domani viene a trovarmi un mio vecchio amico = in quest’altro caso invece, vecchio è usato nel senso di amico di lunga data.

3. Povero

Anche “povero” può assumere due significati diversi: essere senza soldi oppure essere qualcuno che suscita compassione per la particolare condizione in cui si trova. Ecco come inserire povero nelle frasi:

  • I bambini che hai incontrato sono molto poveri = l’aggettivo poveri in questo esempio si riferisce all’essere senza soldi, privi di mezzi economici.
  • Poveri bambini. I loro genitori stanno affrontando un brutto divorzio e si stanno facendo la guerra per l’affidamento! = l’aggettivo poveri questa volta sottolinea la pena, il dispiacere per la situazione dei bambini.

4. Caro

Ecco un altro aggettivo che può avere due significati. Caro, infatti, può essere usato per esprimere affetto verso qualcosa o qualcuno, oppure per indicare un costo elevato.

Leggiamo un paio di frasi:

  • Questa macchina è molto cara e non so ancora se vale la pena comprarla = in questa frase il “cara” equivale a costosa.
  • Ecco la mia cara amica Cristina: è una delle persone più affidabili che io conosca = qui invece il termine cara equivale ad amata, adorata.

5. Semplice

Procediamo con la nostra spiegazione con un altro termine che, seppur molto diffuso, può nascondere delle insidie: semplice. L’aggettivo semplice può essere usato come sinonimo di facile ma anche di ordinario, forse addirittura banale. Analizziamo le seguenti frasi:

  • La tua domanda non è affatto semplice = che in questo caso significa facile.
  • È solo una semplice domanda = cioè una domanda normale, ordinaria, che non ha nulla di particolare.

6. Certo

Ecco ancora un’altra parola che a seconda della propria posizione può avere accezioni diverse: certo. Certo infatti significa sicuro, qualcosa di particolare, ma può anche indicare una quantità non meglio definita. Leggete i seguenti esempi.

  • Ormai è certo: il gemellaggio con la città scozzese si farà! = in questa frase certo significa chiaramente sicuro.
  • Mi è giunta alle orecchie una certa notizia = in questo caso certa indica un determinato tipo di notizia.
  • Per un certo periodo si è chiuso in sé ed è sparito dalla circolazione = questa volta il certo, posto prima del nome, si riferisce a un periodo non meglio precisato; non si sa dunque se il periodo è durato tanto oppure poco, ma indica comunque una quantità seppur indefinita.

7. Diverso

Ecco un altro aggettivo che vale la pena ricordare: diverso. Diverso significa non solo differente ma anche parecchio (inteso come quantità). Ecco a voi degli esempi:

  • Nel corso della sua carriera ha ristrutturato tante case diverse = il termine “diverse” equivale a differenti (ossia diverse per stile, valore, grandezza…)
  • In questo periodo ha parecchi clienti che gli chiedono consigli di stile = in questo secondo caso, invece, con “parecchi” si fa riferimento a un numero rilevante.

8. Bello

Bello è un aggettivo molto comune ma allo stesso tempo è abbastanza particolare in quanto può avere significati diversi a seconda delle frasi in cui si usa. Avendone però già parlato ampiamente nell’articolo chiamato Bello e buono come intensificatori vorrei evitare di ripetermi ed è per questo che qui vi fornirò solo 3 semplici frasi che mettano in evidenza quei significati che vanno al di là del mero fattore estetico.

Proviamo a leggere e ad esaminare gli esempi che seguono:

  • Non ne avevo alcuna voglia, ma ho fatto un bell’allenamento! = significato: intenso, completo.
  • Questo è davvero un bel problema e dobbiamo risolverlo! = significato: grande, serio.
  • Un bel giorno decise di partire senza dire niente a nessuno. = significato: in un determinato momento, in un giorno specifico

Vi consiglio comunque di leggere l’articolo per essere sicuri di cogliere tutte le sfumature che la parola bello presenta!

Trucco per capire il significato dell’aggettivo

A questo punto vorrei condividere con voi un trucco che funziona sempre con i miei studenti e che nel corso delle lezioni ha permesso loro di affinare la capacità di comprensione delle parole. Dunque, la cosa importante è prestare attenzione alla struttura della frase. Nello specifico:

  • Attenzione all’aggettivo dopo il nome

Solitamente, quando l’aggettivo è posto dopo il nome, il significato giusto è il primo che vi viene in mente, quello più immediato, probabilmente il primo che avete imparato. Facciamo un esempio:

    • È una casa davvero grande = riferito alla grandezza fisica, ovvero ai metri quadrati.
  • Attenzione all’aggettivo prima del nome

Quando invece l’aggettivo è posto prima del nome, è probabile che vi troviate di fronte al significato meno immediato, e che magari dobbiate analizzare la frase un po’ più a fondo per comprenderla del tutto. Ecco un altro esempio:

    • È davvero una grande casa = riferito a una casa non solo grande ma importante, prestigiosa, di valore…

Proviamo a fare altri esempi per comprendere meglio il concetto.

    • È una persona bellissima = esteticamente bella = aggettivo dopo il nome.
    • È una bellissima persona = è una persona meravigliosa, soprattutto dal punto di vista umano = aggettivo prima del nome.
    • Ha indossato un vestito semplice = vestito lineare, senza troppi fronzoli = aggettivo dopo.
    • Ha indossato un semplice vestito = vestito ordinario, normale = aggettivo prima.
    • È un uomo povero = uomo privo di mezzi economici = aggettivo dopo.
    • È un pover’uomo = uomo che suscita pena e compassione = aggettivo prima.

Conclusione

Spero che questo articolo sia stato interessante e vi abbia fatto scoprire qualcosa di nuovo sull’italiano e sulle sue particolarità. Come al solito vi invito a cimentarvi con questa lingua usandola. Provate a giocare, a divertirvi con tutto ciò che imparate dal mio blog e dai miei podcast usandolo in un testo scritto oppure nelle vostre conversazioni.

Ormai lo sapete! Con la pratica potrete raggiungere traguardi straordinari! :)

ilaria firma

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