In today’s article titled “Dove va il soggetto in italiano?”, I discuss the structure of Italian sentences, focusing in particular on the position of the subject. If you want to know more about this topic, keep reading! :)

Fin dalle primissime lezioni di italiano, tutti gli studenti imparano che la struttura delle nostre frasi è piuttosto semplice e segue uno schema preciso:

soggetto + verbo + complemento.

Ad esempio: 

  • Maria legge il libro.

Questo è vero ma non in tutti i casi. Ci sono volte nelle quali non è affatto necessario specificare i soggetti, visto che le forme verbali cambiano di volta in volta a seconda di chi compie l’azione. Per questo possiamo evitare di specificare il soggetto soprattutto se lo abbiamo già menzionato in precedenza.

Leggete queste frasi:

  • La mia amica Maria ama leggere. Legge soprattutto i classici.

Ecco che in questo caso il verbo “Legge” si riferisce a lei, a Maria. Ma possiamo evitarlo dato che il contesto e la forma verbale ci aiutano ad eliminare ogni dubbio. In questo caso in italiano definiamo il soggetto “soggetto sottinteso” perché è presente pur non essendo specificato.

Ma dove va il soggetto in italiano?

Dunque, finora abbiamo visto 2 modi in cui il soggetto può essere presente all’interno della frase:

  1. Può trovarsi all’inizio della frase prima del verbo ed essere specificato.
  2. Può essere sottinteso, cioè essere individuabile pur non essendo presente.

In realtà c’è ancora una terza forma: il soggetto può essere collocato alla fine della frase. Certo, questa non è la forma più comune, ma allo stesso tempo non è nemmeno così desueta.

Ma come è possibile? Quando succede questo?  

Approfondiamolo insieme nelle righe che seguono.

Il soggetto viene collocato alla fine della frase quando qualcuno si prende l’incarico di fare qualcosa o a qualcuno viene chiesto di fare qualcosa. In inglese potremmo spiegare questo concetto con “to take care of something”. Ad esempio:

  • Chi  compra il pane?
  • Lo compro io!

È chiaro che in questo caso la persona che risponde sta dicendo di non preoccuparsi e che lui o lei si occuperà di fare questa cosa.

Ecco un altro esempio:

  • Hanno bisogno di quei documenti e gli ho detto che glieli porterò io più tardi.

Anche in questo caso è chiaro che la persona che parla si è presa l’impegno di fare qualcosa, nello specifico di consegnare quei documenti, e quell’io finale serve a mettere in evidenza chi farà l’azione, cioè il soggetto.

Altri esempi

È interessante notare che questa struttura si può usare non solo quando qualcuno decide volontariamente di fare qualcosa ma anche quando si vuole affidare un compito all’altro.

In questo caso si può usare l’imperativo oppure invitare le persone all’azione con una domanda posta con l’indicativo o il condizionale. Ecco alcuni esempi:

  • Andate voi a fare la spesa! Oggi non ho proprio tempo.
  • Accompagno io il bambino a scuola e all’uscita riprendilo tu!
  • Prenotate voi il ristorante per sabato sera?
  • Chi vuole scrivere il discorso di ringraziamento? Signor Lucio, se ne occupa Lei?
  • Potreste andare voi a ritirare i biglietti per lo spettacolo?
  • Bisogna portare il cane dal veterinario. Te ne occuperesti tu?

Conclusione

Da quanto avete letto in questo testo è chiaro che la posizione del soggetto in italiano è variabile e spesso questa variabilità dipende da ciò che si vuol comunicare. 

Come abbiamo visto il soggetto può essere posto all’inizio della frase, soprattutto quando lo si cita per la prima volta; può essere sottinteso (identificabile cioè dalla forma verbale) e può essere posto alla fine della frase, per sottolineare la persona che si prenderà la briga di svolgere un certo compito.

Prima d’ora vi eravate mai soffermati a pensare a tutte queste particolarità del soggetto nella lingua italiana? Ce ne sono di simili nella vostra? Scrivete quello che pensate nei commenti. Non vedo l’ora di leggerli! 🙂

ila firma

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