In today’s article, titled “L’origine del Presepe”, I am going to discuss the origin of the nativity scene. Where did this idea come from? Who first thought of it? If you want to know more, keep reading!

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Andando in giro per la penisola italiana è possibile scoprire una ricchezza infinita di riti, usanze e tradizioni. Queste tradizioni molto spesso variano di luogo in luogo, ma c’è qualcosa che accomuna l’Italia intera: il presepe, che da secoli continua ad essere una presenza fissa nelle case di noi italiani.

Ma qual è l’origine della parola presepe?

Il nome presepe deriva dal latino praesaepe, parola composta da:

  • prae = davanti e
  • saeps = siepe

il cui significato era recinto, ma anche mangiatoia.

Questo termine è stato poi adottato nella lingua italiana con le varianti di presepe o presepio – entrambi accettati dall’Accademia della Crusca – e con i quali si intende la rappresentazione tridimensionale della natività.

L’origine del presepe 

Come è nato il presepe? Chi ne è stato l’ideatore? 

Sembra che la tradizione del presepe si possa attribuire a San Francisco d’Assisi il quale, di ritorno da un viaggio a Betlemme nel 1223, volle ricreare la scena della natività durante la messa di Natale dell’anno successivo.

La sua volontà però si scontrò con quella di papa Onofrio III, il quale gli concesse comunque il permesso di dire messa in una grotta e di posizionare al suo interno una mangiatoia piena di paglia e due animali: un bue e un asino. 

Sembra che il bue e l’asino non siano stati scelti a caso, ma siano due figure allegoriche rappresentanti rispettivamente i pagani (romani e greci) e gli ebrei (il popolo vessato dai romani).

Ma la cosa più interessante dell’idea di San Francesco è stata quella messa in evidenza da Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia generale e sociale dell’Università Bicocca di Milano. Egli ha spiegato che il vero  intento di Francesco era quello di dimostrare l’inutilità della guerra, facendo capire ai cristiani che potevano rivivere la natività di Gesù anche nelle proprie case, senza dover per forza imbracciare le armi per conquistare i territori nei quali Gesù era nato e cresciuto.

Lo stesso Mantegazza afferma: 

“In effetti, per coloro che credono, Gesù è sempre vicino, è sempre nei loro cuori…”

Alcuni decenni più tardi, venne realizzato il primo vero e proprio presepe tridimensionale ad opera di Arnolfo di Cambio.

Questo presepe era costituito da otto personaggi, tra cui anche i tre Re Magi. 

Se volete ammirarne la bellezza recatevi a Roma, presso la Basilica di Santa Maria Maggiore. Resterete incantati!

Il presepe che conosciamo tutti noi

A partire dal 1300 il presepe divenne sempre più popolare in Europa, grazie a tanti artisti che, nei paesi a vocazione cristiana, diedero un forte impulso alla sua diffusione.

Ma fu solo nel 1500, nel Regno di Napoli, che ci fu una vera e propria svolta, il cui merito è da attribuire a San Gaetano da Thiene. Costui infatti, ebbe l’idea di accostare ai classici personaggi della natività scene di vita quotidiana, con personaggi comuni, riprodotti con abiti contemporanei (caratteristici del 1500), alle prese con le faccende e attività quotidiane: lavare i panni, stenderli, rammendare, pascolare, lavorare il ferro, e così via…

Questo tipo di rappresentazione in cui il sacro si mescola al profano caratterizza anche i presepi odierni, come si può ben vedere dalle statuine create dalle famose maestranze di San Gregorio armeno.

Conclusione 

Sono passati ormai più di 800 anni da quando il presepe ha fatto la sua comparsa nelle nostre case, ma sembra che il tempo non abbia scalfito minimamente il valore simbolico che gli è stato attribuito dagli italiani.

Certo, ci sarà sempre qualcuno che tenderà a preferire l’albero al presepe, proprio come ho affermato nel mio articolo intitolato L’8 dicembre. Ciononostante è innegabile che tutti noi continuiamo a subirne il fascino e a dare una grande importanza al presepe, importanza che sembra destinata a durare nel tempo!

ila firma

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