In today’s article called “Come scegliere l’ausiliare giusto?”, I’ll explain how to choose the correct auxiliary verb between “essere” and “avere” in Italian. This is a challenge that Italian learners frequently face, which is why I’ve decided to delve into this topic. My goal is to provide you with the tools to master this aspect of the Italian language and help you achieve the fluency you desire! :)
Quali sono le cose più difficili della lingua italiana? Presumo che molti di voi stiano pensando al congiuntivo. Io invece come ho già fermato in passato indicherei le preposizioni (difficili in ogni lingua perché tipiche di ogni lingua). A questo però aggiungerei anche la scelta dell’ausiliare nei tempi composti.
Può sembrare una cosa un po’ banale ma non è un concetto da sottovalutare a causa dell’ampio uso in italiano del passato prossimo in primis e di tutti gli altri tempi composti che ne fanno parte.
Dunque, fin dal principio avete imparato due cose fondamentali, e cioè:
- La maggior parte dei verbi richiede “avere”,
- Alcuni gruppi di verbi richiedono “essere”.
Ricordate quali sono?
I verbi di movimento, di cambiamento, i verbi riflessivi e alcuni altri come stare, restare, rimanere e lo stesso essere.
A questo punto potreste chiedermi: “Bene, ma può essere tutto così semplice? Sicuro che non ci siano altre informazioni da considerare? È possibile che ci siano dei verbi che possono accettare entrambi gli ausiliari?”
Beh, in effetti c’è tanto altro da dire. Infatti voglio svelarvi un trucco che vi farà smettere di indugiare sulla scelta del verbo corretto e vi porterà senza tentennamento alcuno verso la risposta giusta. È un trucco semplice al quale potete far ricorso in caso di dubbi.
Basta chiedervi: “C’è il complemento oggetto?” In base alla risposta sì o no è facile capire cosa fare:
- Se c’è il complemento oggetto usiamo “avere”
- Se non c’è il complemento oggetto usiamo “essere”.
Ma cos’è il complemento oggetto e come facciamo a individuarlo?
Il complemento oggetto è un nome extra posto subito dopo il verbo solitamente preceduto dall’articolo. Per individuarlo bisogna domandarsi: “Chi o Cosa?”
Se otterrete una risposta sensata a questa domanda significa che nella frase è presente il complemento oggetto e dovete usare avere, se non c’è dovete usare essere.
Proviamo a creare e ad analizzare insieme alcune frasi cosicché possiate capire meglio quello che intendo:
- Io incontro la mia amica.
Io = soggetto, incontro = verbo.
A questo punto potrò chiedermi: Chi incontro? o Cosa incontro? = Incontro la mia amica.
Visto che ho ottenuto una risposta logica alla domanda posso affermare che “la mia amica” è il complemento oggetto.
Proviamo a fare un’altra frase:
- Io canto una canzone.
Di nuovo posso procedere con l’analisi: Io = soggetto, canto = verbo.
Dopodiché posso chiedermi: Chi canto? o Cosa canto? = Canto la canzone.
Anche in questo caso avendo una risposta logica alla mia domanda posso affermare che “la canzone” è il mio complemento oggetto.
A questo punto poiché in entrambe le frasi ho individuato il completamento oggetto posso usando l’ausiliare avere nei tempi composti. Pertanto dirò:
- Io ho incontrato la mia amica.
- Io ho cantato una canzone.
Frasi senza complemento oggetto
Se nella frase c’è il complemento indiretto, cioè tutto ciò che non è complemento oggetto (complemento di luogo, di modo, di tempo…) dobbiamo usare l’ausiliare essere. Ancora una volta possiamo far ricorso alle domande Chi? e Cosa? per vedere se otteniamo risposte logiche.
Vediamo alcune frasi:
- Io vado al mare.
Analizzando questa frase avrò:
io = soggetto, vado = verbo, e poi “Al mare”
In questo caso posso affermare inequivocabilmente che nella frase non ho il complemento oggetto perché perché la forma “al mare” risponde alla domanda Dove? e non a Chi? o Cosa?
Quindi nei tempi composti devo usare l’ausiliare essere, come segue:
- Io sono andata al mare.
Stessa cosa dicasi per la frase:
- Il viaggio è cominciato nel migliore dei modi.
Perché uso essere? Perché anche qui non c’è l’oggetto e infatti la domanda giusta da fare non è Chi? Cosa? ma Come?
Infatti potrò chiedere: Come è cominciato il viaggio? Nel migliore dei modi!
Consiglio!
Per rendere la scelta dell’ausiliare il più semplice possibile voglio darvi un ulteriore consiglio: se dopo il verbo c’è un nome spesso preceduto dall’articolo significa che nella frase c’è il complemento oggetto e dunque bisogna usare avere.
Se invece dopo il verbo trovate la preposizione (semplice o articolata che sia) significa che avete un complemento indiretto – che non è l’oggetto – e che dovete usare essere.
Conclusione
In questo articolo vi ho spiegato molto praticamente come scegliere l’ausiliare giusto tra essere e avere.
Non vi nascondo che vorrei aggiungere tante altre informazioni, ma poiché questo testo è già molto lungo e contiene tante informazioni vi invito a non perdervi i prossimi articoli, nei quali continuerò a parlarvi della scelta degli ausialiari concentrandomi però su altri aspetti come i verbi che accettano i entrambi gli ausiliari e gli ausiliari con i verbi modali.
Mi raccomando, se siete curiosi non perdeteli!
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