In this article called “Attenzione a questi verbi!”, I’ll discuss some common Italian verbs that are often misused. If you want to learn which ones they are and how to avoid mistakes when using them, keep reading!

Nell’articolo di oggi voglio parlarvi di alcuni verbi molto comuni, ai quali però vorrei che prestaste attenzione dato che spesso sono usati in modo improprio.

Non so se sapete che la maggior parte dei miei studenti sono americani e britannici, pertanto alcuni degli errori commessi potrebbero essere ricondotti alla loro lingua di partenza, e dunque l’inglese.

In ogni caso sono certa che le spiegazioni e le puntualizzazioni che troverete nelle righe che seguono saranno utili a tutti, indipendentemente dalla lingua parlata.

E allora non indugiamo oltre e passiamo subito a vedere i verbi in questione, con gli errori commessi dai miei studenti e come evitarli.

1. Entrare

Entrare in italiano è sempre seguito dalla preposizione in se seguito da un posto e questa preposizione può essere sia semplice sia articolata a seconda della parola che segue. 

Quindi la frase inglese “I enter the room” in italiano non sarà “Entro la stanza” ma “Entro nella stanza”. Eccone altre:

  • Entro in biblioteca
  • Sono entrata nel palazzo.

N.B.

In italiano è possibile creare frasi contenenti il verbo entrare senza la preposizione in ma esse non devono essere seguite da un luogo, come in questo esempio:

  • Sono appena arrivata. Sto entrando!
  • Ok, ci sono! Sono entrata.

2. Uscire

Ecco un altro verbo che, per quanto comune, non è sempre usata nel modo migliore dai miei studenti.

È bene ricordare che il verbo uscire non è mai seguito da un posto perché uscire per noi implica proprio l’andare fuori o il lasciare un posto. 

Prestate attenzione a questo mini dialogo:

  • Dove vai?
  • Esco!

“Esco” è una risposta più che sufficiente; infatti non c’è alcun bisogno di aggiungere altri dettagli né tantomeno specificare il posto in cui ci rechiamo. È ovvio però che, se volessimo, potremmo aggiungere ulteriori dettagli come:

  • Esco alle 9:00.
  • Esco con Luca.
  • Esco e faccio una passeggiata. 
  • Esco per fare delle commissioni.

Tutte queste frasi sono del tutto corrette ma ricordate di non far mai seguire al verbo uscire un luogo, perché sarebbe un grave errore, proprio come quello che trovate nella prossima frase:

  • Io esco il bar.

Ricordate:

Se proprio dovete o volete indicare un posto dopo il verbo uscire aggiungete la preposizione da. In questo modo indicherete che state lasciando quel dato posto. Ad esempio: 

  • Esco da casa.
  • Esco dall’università

Oppure aggiungete un verbo extra per indicare il posto nel quale state andando:

  • Esco per andare al parco.
  • Esco e vado in palestra. 

3. Viaggiare

Il verbo viaggiare merita un’attenzione tutta particolare.

In italiano questo verbo è usato in senso generale senza indicare una destinazione precisa. Per questo posso dire:

  • Viaggio spesso per lavoro.

L’aggiunta di una meta e quindi di:

  • A + città o 
  • In + nazione 

non rappresenta di per sé un errore grammaticale ma per noi italiani è insolito e sembra abbastanza strano.

Provate ad ascoltare e cercate di notare se anche per voi queste costruzioni sono poco naturali, così come lo sono per gli italiani:

  • Io viaggio a Roma.
  • Io viaggio in Spagna.

Probabilmente per voi funzionano alla perfezione, ma per l’orecchio di un’italiano pur essendo frasi comprensibili hanno un qualcosa di strano.

E allora, se proprio volete inserire la destinazione usate il sostantivo “viaggio”, aggiungete un verbo extra (come visto precedentemente per uscire) o cambiate il verbo. Ad esempio:

  • Faccio un viaggio a Roma
  • Io Viaggio per andare nel Regno Unito.
  • Parto per la Spagna.

4. Chiedere e Domandare

Ho già parlato approfonditamente delle domande nel mio articolo chiamato Chiedere e rispondere in italiano

Quello che mi preme sottolineare senza ripetere di nuovo tutto ciò che ho scritto nel suddetto articolo è che quando si usano i verbi chiedere e domandare è consuetudine non aggiungere la parola “domanda”, perché risulta essere ridondante. 

Dunque, invece di dire: 

  • Posso chiedere una domanda? o 
  • Posso domandare una domanda?

Vi consiglio di aggiungere ai verbi chiedere e domandare “una cosa” o “qualcosa”. Ad esempio:

  • Posso chiedere una cosa?
  • Posso domandare una cosa?

Alternativa a questi 2 verbi è il famoso fare: Posso fare una domanda?

5. Altri 3 verbi a cui fare attenzione

In quest’ultimo paragrafo vorrei parlare per un attimo delle famose traduzioni fatte da una lingua all’altra in modo un po’ troppo letterale, di cui ho già parlato ampiamente, e che molto spesso ci portano all’errore.

Proprio a questo proposto non posso esimermi dall’elencare tre verbi inglesi che se tradotti letteralmente in italiano risultano essere strani. Questi sono:

  • Looking for = da tradurre in italiano con “cercare qualcuno” o “cercare qualcosa”.
  • Waiting for = da tradurre in italiano con “aspettare qualcuno” o “aspettare qualcosa”.
  • Asking for = da tradurre in italiano con “chiedere qualcosa”.

In questi 3 casi ricordate di eliminare sempre la preposizione perché in italiano dire: 

  • Cercare per qualcuno o cercare per qualcosa,
  • Aspettare per qualcuno o per qualcosa,
  • Chiedere per qualcosa,

è di troppo ed è sbagliato.

Conclusione

In questo articolo ho deciso di parlarvi di alcuni verbi molto diffusi in italiano che però, spesso, non sono usati correttamente da coloro che studiano questa lingua. 

Sono consapevole che questa lista di verbi non si esaurisce qui e che man mano che continuerò a lavorare coi miei studenti ne verranno fuori tanti altri. Ma non preoccupatevi! Come sempre provvederò prontamente a correggere le imprecisioni e fornirvi le spiegazioni necessarie affinché possiate parlare un italiano perfetto!

ilaria firma

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